ATTUALITA’ – Vendite bio in crescita: lo dice Bio Bank

14 Gennaio 2022

Negli ultimi due anni  il biologico continua a crescere anche in Italia raggiungendo i 4,6 miliardi di euro. E’ quanto emerge dai dati raccolti da Bio Bank e riportati nel Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2021. L’ente rileva i dati sulle vendite di prodotti biologici dal 1993 per i negozi bio e dal 2001 per la grande distribuzione. 

I due canali, però, stanno vivendo dinamiche differenti: in un mercato più che raddoppiato negli ultimi dieci anni, le vendite bio nei supermercati sono quasi quadruplicate arrivando a 2,2 miliardi di euro, mentre nel canale storico ruotano intorno a un miliardo di euro, come nel 2012. 

In dieci anni l’incidenza dei due canali sul totale delle vendite al dettaglio si è  capovolta: i supermercati sono saliti dal 31 al 56%, i negozi sono scesi dal 53 al 26%, in linea con quanto accade in Francia e Germania.

Nei super cresce la MDD bio

In continua crescita anche i prodotti bio a marchio della grande distribuzione, passati dai 644 del 2001 ai 5.851 del 2020, un’offerta che si è quindi moltiplicata per nove in vent’anni. Nel 2020 si somma il balzo aggiuntivo per
l’entrata nel rilevamento di Dm, catena di drugstore con un forte accento sul bio, che porta in Italia un modello specializzato su bellezza e pulizia, ma integrato con l’alimentazione.

Tra le catene, Coop si conferma al primo posto con 950 referenze biologico, al secondo entra Dm con 605, al terzo Esselunga con 485. L’ortofrutta rappresenta il 22% di tutte le referenze bio nelle marche della Gdo. Considerando che per ogni prodotto bio a Marchio del Distributore ne entrano quasi tre di marca industriale, si stima un totale di 22mila referenze bio, variamente distribuite in circa 24mila punti vendita, solo nelle 27 catene censite per il rapporto.

Riorganizzazione in corso nel canale specializzato

Continua il trend di calo dei negozi bio: sono il 10% in meno in tre anni per un totale di 1.291 pdv nel 2020. I negozi legati alle catene specializzate sono il 41% del totale.

Questi ultimi sono in calo per il secondo anno consecutivo, con una flessione totale del 16,6%. Due i fattori da cui dipende questa tendenza: da un lato la riduzione del numero di catene operanti in Italia, con il passaggio di Biobottega e Piacere Terra sotto l’insegna NaturaSì nel 2019, poi la chiusura dei 16 negozi Bio c’ Bon nel 2020. Dall’altro il progressivo passaggio d’insegna tra Cuorebio e NaturaSì con la conseguente razionalizzazione della rete di negozi sul territorio.

Sono invece il 32% del totale i negozi indipendenti aderenti ai programmi promozionali. Le aggregazioni (catene o programmi) incidono quindi per il 73%.

Ruoli diversi per i due canali

Il biologico è strategico per la grande distribuzione perché traina le vendite e lo sarà anche nei prossimi anni. Ma se al supermercato il bio si acquista soprattutto per comodità e convenienza, nello specializzato il motore deve essere l’appartenenza, a prezzi accessibili.

Non bastano negozi più grandi e invitanti, assortimenti ampi e profondi con migliaia di referenze se mancano l’attenzione massima ai prezzi, la personalizzazione dell’offerta con prodotti locali e regionali, la conoscenza dei prodotti e dei produttori, l’accoglienza e la preparazione del personale. Al canale storico del biologico spetta il ruolo guida nel mondo del bio, coinvolgendo i clienti come parte di una comunità.

Il Focus Bio Bank – Supermercati & Specializzati 2021è scaricabile qui.

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