AZIENDE – Tenuta del Buonamico, interpreti del territorio di Montecarlo

20 Agosto 2021

C’è una realtà piccola ma dalla ricchissima storia nel panorama enologico nazionale: Montecarlo, un borgo medievale a pochi chilometri da Lucca, fondato sull’antica Vi Vinaria, Via del vino.

Una Doc storica

Nell’Ottocento, un vignaiolo particolarmente intraprendente viaggiò Oltralpe e introdusse diversi vitigni di origine francese come Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon, Sémillon e Roussanne (a bacca bianca), assieme a Merlot, Cabernet e Syrah (a bacca nera).
Questi vitigni si sono integrati con le varietà locali Trebbiano, Canaiolo, Vermentino e al Sangiovese per dare vita a vini singolari, oggi tutelati dalla Doc Montecarlo, riconosciuta nel 1969. I vitigni francesi sono tanto importanti e integrati nella produzione locale da essere previsti dal disciplinare della Doc, in percentuali diverse a seconda del tipo di vino.
Il territorio limitato (la Doc è tra le più piccole d’Italia, con meno di 200 ettari di vigneti), con vigneti piccoli e a volte frammentati, non ha impedito di portare avanti una viticoltura di qualità, conosciuta soprattutto a livello locale.
Tra gli interpreti attuali della tradizione enologica di Montecarlo c’è la Tenuta del Buonamico, gestita dalla famiglia Fontana, che con i suoi 100 ettari di estensione, di cui quasi 50 a vigneto è la più grande del territorio. Anche se, come per le altre cantine del territorio, la Toscana è il mercato di riferimento assorbendo l’85% della produzione, l’azienda guarda con attenzione anche al mercato internazionale.

Piccoli ma dinamici

L’Horeca è il mercato di riferimento per Tenuta del Buonamico, che ha subito i contraccolpi della pandemia. Per reagire alla situazione ha aperto il proprio canale eCommerce. “Era una cosa a cui pensavamo da anni – racconta Eugenio Fontana – e il canale online era già strutturato. Durante il lockdown abbiamo deciso che era il momento per lanciarlo, abbiamo così aperto un nuovo mercato, che però non sostituisce, ma integra, la ristorazione o le enoteche”.
Un’altra impostante attività aziendale è l’enoturismo: Tenuta del Buonamico è aperta alle visite 7 giorni su 7. “Precovid – continua – siamo arrivati ad accogliere anche 15.000 persone all’anno, di cui 4.000 provenienti dalle navi da crociera e con una prevalenza di visitatori esteri. Il Covid ha cambiato le cose: organizziamo degustazioni (con accesso libero) e tour in vigneto e in cantina, che richiedono la prenotazione. Il turista italiano è tornato a visitare la cantina, ma nelle ultime settimane cominciamo a rivedere anche gli stranieri”.
Nel 2019 è stato inaugurato il Buonamico Wine Resort, una struttura piccola e di grande charme che accoglie i turisti in 11 camere e rappresenta una base ideale per visitare le località turistiche della Toscana. Il Ristorante Syrah propone prodotti locali.

Una produzione Particolare

L’assortimento di Tenuta del Buonamico comprende diversi vini della Doc Montecarlo, bianchi, rossi e rosati, sia monovitigni che cuveé.
Fiore all’occhiello della produzione è la linea di bollicine Particolare, lanciata nel 2010 quando, in previsione di costruire la nuova cantina, si è deciso di iniziare una sperimentazione di appena 2.000 bottiglie di Spumante Brut Rosé Metodo Martinotti, bottiglie prodotte da uve a bacca nera (Sangiovese e Syrah).
L’azienda ha scelto di produrre direttamente le bottiglie di spumante, arrivando a produrre circa 70.000 bottiglie di Spumante Particolare Rosé, circa 50.000 di Particolare Brut e circa 20.000 bottiglie degli altri tre Spumanti della linea, per un totale di circa 140.000 bottiglie commercializzate nel 2020.

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