CONSUMI – I consumi di salumi crescono più dei freschi

26 Ottobre 2021

Crescono i consumi di salumi:  +4,1%, per 170.000 tonnellate totali nei primi 9 mesi del 2021 nel canale dei super e ipermercati (vs il 2,7% della media dei prodotti freschi). Questi dati sono stati presentati a TuttoFood da ASSICA, durante il convegno “Il consumo dei salumi in Italia: dati, trend e novità dal mercato”,  frutto di una ricerca IRI-TuttoFood.

Le tre tendenze del momento
  1. I ruolo dei prodotti a denominazione d’origine. Sono cresciuti del 9,6%  e rappresentano quasi un quarto del fatturato del settore.
  2. 100% Italiano e “free from”. Sono cresciuti del +18,9% i prodotti di salumeria totalmente made in Italy e del +5,6% quelli “fat free”.
  3. La tutela dell’ambiente come criterio di consumo consapevole.  L’11,9% dei salumi utilizza un pack riciclato mentre il 12,3% usa una ridotta o assente quantità di plastica. ASSICA accoglie con estremo favore questi dati, visto il forte impegno dell’Associazione nel sensibilizzare su questo tema aziende e operatori. Questo obiettivo è anche al centro di “Trust Your Taste, CHOOSE EUROPEAN QUALITY”, la campagna, sostenuta dalla Commissione europea nell’ambito del Regolamento UE 1144/2014, per stimolare il settore a una maggiore sensibilità ai temi della sostenibilità, dalle fasi iniziali fino alla distribuzione.
I dati nel dettaglio

Da un’analisi più approfondita dei dati emerge come il mercato dei Salumi sia positivo, grazie anche al contributo portato dal Discount.

Il banco taglio, dopo un 2020 negativo, segna un rimbalzo positivo del 5,8% (52,3% del totale delle vendite in Super e Ipermercati), mentre il libero servizio cresce del 4,2% (32,3% del totale) e il Take Away è invece in deciso calo con un -5,9% (15,5% del totale).

Nei salumi le principali categorie crescono in volume (+6,2% in totale), compresi Crudo (+7,2%) e Bresaola (+8,3%) che avevano riscontrato le maggiori difficoltà nel 2020. Il record appartiene al guanciale, con una variazione positiva del 37,2% mentre segnano un trend negativo solo il lardo (-2,2%) e la coppa (-1,6%).

Guardando invece in generale il mercato, la ricerca evidenzia una deflazione dopo un 2020 caratterizzato da un aumento dei prezzi dovuto fondamentalmente alla riduzione dell’attività promozionale, ora in ripresa e vicina ai livelli del 2019.

I 9 miliardi di fatturato aggiuntivo generati nella Distribuzione moderna hanno premiato i formati distributivi caratterizzati dalla convenienza, dalla specializzazione e dal servizio.

La multicanalità, rispetto al periodo pre-Covid, vede in crescita soprattutto i Discount (+2,0%), l’e-commerce (+1,3%) e i Drugstore (+0,3%) mentre i più penalizzati sono gli Ipermercati (-2,1%).

La spesa delle famiglie italiane segue inoltre un percorso di Premiumness che apre spazi per l’Innovazione di prodotto: la fascia di prezzo Super Premium rappresenta il 12,9% del totale con un +0,3%, mentre il Mainstream Premium è tendenzialmente stabile (+0,1%) pari al 19,9%.

Allo stesso tempo si affermano anche i prodotti a basso prezzo, il 24,9% del totale, con un più 0,4%. Calano invece i prodotti in fascia Mainstream Core che, pur rappresentando la maggioranza degli acquisti (42,3%) segnano un -0,8%.

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