Gli imballi in carta si evolvono, diventano più tecnologicamente avanzati e funzionali, mantenendo la promessa della sostenibilità, anche nella fase di raccolta differenziata e riciclo. Non è un caso che nell’ultimo anno tra le tipologie di imballaggi cellulosici, l’immesso al consumo dei cosiddetti “compositi” abbia registrato il più alto incremento: la stima è circa del 25%.
E’ emerso nel seminario “Materiali emergenti per l’imballaggio cellulosico con proprietà barriera”, organizzato da Comieco con la partecipazione del Politecnico di Milano, che ha illustrato i progressi, gli sviluppi e le peculiarità degli imballaggi cellulosici.
La carta, materiale di per sé idrofilo e con ridotte proprietà barriera a gas, olii e grassi può essere utilizzata in accoppiamento con altri materiali (per esempio polimeri o alluminio) per assicurarne le caratteristiche protettive o di barriera ed evitare la perdita o l’alterazione del contenuto.
Nascono così modelli di imballaggi “complessi” a prevalenza carta, impossibili da separare manualmente, ma che possono essere conferiti nella raccolta differenziata dei materiali cellulosici e riciclati dalle cartiere.
“Il forte aumento di immesso al consumo di imballaggi compositi – commenta Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco – mette al centro dell’attenzione la necessità di garantirne la riciclabilità attraverso l’utilizzo di una componente cellulosica sempre più preponderante e che, attraverso innovazione e impiego di nuove tecnologie, possa acquisire proprietà ‘di barriera’ maggiori.
Proprio per favorire questo processo, il primo progetto classificato tra i settanta finanziati dal PNRR e dedicati all’ambito della carta avrà proprio l’obiettivo di finanziare la costruzione di impianti finalizzati alla produzione e al riciclo di imballaggi compositi a base cellulosica sostenibili e riciclabili”.
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