SCIENZA – On line la nuova pagina tematica dell’ISS sugli interferenti endocrini

24 Marzo 2021

E’ on line la nuova area tematica dell’Istituto Superiore di Sanità dedicata agli Interferenti Endocrini (IE).

Gli IE sono sostanze esogene, o miscele, che alterano la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione. Un tema al centro di ricerche da molti anni. La categoria è vasta e comprende sostanze con caratteristiche diverse:

  • sostanze chimiche naturali, incluse tossine prodotte da piante (fitoestrogeni) e alcuni tipi di funghi
  • sostanze chimiche di sintesi, quali:
    • pesticidi (insetticidi, fungicidi)
    • prodotti medicali e di consumo (esempio, additivi nelle plastiche quali ftalati e bisfenolo A)
    • prodotti industriali (ad esempio, policlorobifenili, perfluorurati, polibromodifenileteri)
    • prodotti di combustione (ad esempio diossine)
    • elementi in traccia (mercurio, arsenico)
  • prodotti farmaceutici, come anticoncezionali e cure per i tumori che rispondono alle terapie ormonali

La Commissione Europea ha varato un quadro legislativo per la valutazione degli interferenti endocrini, focalizzata su azioni a breve, medio e lungo termine.

Il sito è suddiviso in sessioni contiene aggiornamenti scientifici, riferimenti anche a pubblicazioni sul tema specifico e le sue implicazioni in ottica One-Health e di valutazione del rischio, atti e report di eventi e una banca dati (EDID) sugli studi presenti nella letteratura internazionale e riguardanti sia sistemi sperimentali sia popolazioni animali o l’essere umano, di facile consultazione ed aggiornata periodicamente.
EDID è stato elaborato nell’ambito del Progetto speciale dell’ISS “Interferenti Endocrini”.

La responsabilità scientifica è di Alberto Mantovani (UO Alimentazione, Nutrizione e Salute. Dipartimento Sicurezza Alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica Veterinaria); la sezione è disponibile anche in lingua inglese.

 

 

Foto di jplenio da Pixabay

  • Condividi articolo