Mercati – Italmopa: presentati i dati del mercato degli sfarinati e le tendenze

25 Giugno 2019

Si è tenuta ieri, a Roma, l’Assemblea Generale annuale di ITALMOPA, l’Associazione Industriali Mugnai d’Italia (Federalimentare – Confindustria) che ha illustrato i dati relativi al mercato degli sfarinati  nel 2018 e le tendenze.

Nel complesso cresce il tenero e aumenta in modo significativo la richiesta di farine e semole biologiche e integrali; gode di ottima salute la produzione di sfarinati per pizza e per i prodotti sostitutivi del pane, mentre pane e pasta soffrono un po’.
Numeri interessanti, che descrivono qualche difficoltà su alcuni versanti e alcune buone conferme: letti in filigrana aiutano a delineare meglio le direzioni che il mercato sta prendendo e le preferenze dei consumatori.
Per farine, semole e sottoprodotti della macinazione, anche nel 2018, si sono superati 11 milioni di tonnellate: un volume che non denota particolari variazioni rispetto al 2017 (-0,1%).
Il fatturato invece è stimato in circa 3,539 miliardi di euro, attestandosi al + 2,1 % rispetto al 2017 con una lieve flessione (- 0,4 %) per il frumento duro mentre cresce il tenero (+ 4,4%).

Frumento tenero
Nel 2018 il mercato interno del tenero ha registrato  una sostanziale stabilità. La contrazione (- 1,8%) riguardante le farine per panificazione infatti è stata quasi interamente compensata da una maggiore domanda di farine destinate alla produzione di sostituti del pane come cracker, taralli, friselle, grissini) (+ 3,8%), pizza e prodotti salati da forno (+ 1,6%), biscotti/lievitati/prodotti da forno/pasticceria (+ 2,6%).
Si conferma in crescita invece l’esportazione di tenero, con un incremento del 10% circa dei volumi, nonostante i numeri non siano ancora particolarmente significativi.

Frumento duro
Il mercato interno delle semole di frumento duro invece ha scontato la frenata della domanda dell’industria pastaria (- 0,9%), mentre cresce il consumo di semola per la produzione di pane (+ 1,1 %) e per usi domestici (+ 1,4%).

Una filiera in difficoltà?
“L’industria molitoria sta fornendo in modo fattivo e responsabile il proprio contributo rispetto ad iniziative della politica che appaiono orientate a riportare al centro del dibattito l’intera filiera, e non solo le esigenze dei singoli attori” commenta Cosimo De Sortis, Presidente Italmopa. “Alla politica chiediamo scelte coraggiose e lungimiranti. Qui c’è una filiera da riorganizzare in un’ottica di sistema e con una visione di medio-lungo periodo”. Il rischio è quello di trascurare la pressione competitiva di paesi sempre più presenti in mercati tradizionalmente dominati dal Made in Italy”.
Conclude De Sortis: “Occorre  ripensare in maniera sistemica l’intera filiera al fine di migliorarne la competitività, evitare di disorientare il consumatore con una informazione strumentale e incontrollata che deprime i consumi interni di pane e pasta e ambire, infine, ad una maggiore coesione tra gli attori a sostegno di obiettivi condivisi”.

La salute esce dalla nicchia
Da sottolineare, infine, che è in continua crescita il consumo di prodotti alimentari a base di farine e semole considerate salutistiche dai consumatori. Il trend è risultato tuttavia più marcato nel comparto delle farine di frumento tenero rispetto a quello delle semole di frumento duro e ha riguardato soprattutto la farina integrale e la farina ottenuta da produzioni biologiche, ambedue con tassi di crescita superiore al 10% rispetto al 2017. Alla luce dei volumi commercializzati, del numero di referenze e della percentuale di fatturato che rappresentano, non si può più parlare di prodotti di nicchia.  Buoni risultati, anche se in percentuali meno significative, si registrano per quanto riguarda gli sfarinati ‘innovativi’ (ad esempio, le farine/semole dei cosiddetti ‘grani antichi’) e per quelli derivanti dalla trasformazione di materie prime (frumento) nazionali o locali.

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