MERCATO – Export da record per il Made in Italy

19 Luglio 2022

E’ cresciute del 20,8% l’export dei prodotti alimentari Made in Italy nei primi cinque mesi del 2022 (fonte: dati Istat sul commercio estero). Si tratta, secondo l’analisi di Coldiretti, di un record storico,  anche se preoccupano  gli effetti del conflitto in Ucraina, con i rincari energetici che stanno colpendo i consumi a livello globale.
Nonostante i mesi di guerra le esportazioni alimentari nazionali sono in aumento – rileva Coldiretti – sul record annuale di 52 miliardi fatto registrare nel 2021, spinti anche dall’euro debole sui mercati extra Ue.
I mercati di sbocco

La Germania resta il principale mercato di sbocco in aumento a gennaio-maggio del 15%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 20% mentre – sottolinea  Coldiretti – la Francia si piazza al terzo posto, ma con un tasso di crescita del 21%.

Un vero boom – precisa la Coldiretti – si è verificato nel Regno Unito con un +25%, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue. Aumento a doppia cifra anche  in Turchia (+23%).

Negativi, invece, i dati relativi a Cina (-29%) e Russia (–18%), dove l’export è precipitato dopo mesi di guerra. Nel solo mese di maggio, le vendite di cibo italiano nel Paese di Putin sono crollate del 37%.

Vino e ortofrutta trainano l’export

A trainare il Made in Italy nel mondo – sostiene Coldiretti – ci sono prodotti base come il vino che guida la classifica dei prodotti Made in Italy più esportati seguito dall’ortofrutta fresca.

“Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia nazionale serve ora agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo” sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza di cogliere l’opportunità del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale che ogni anno rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export. “Ma è importante lavorare anche sull’internazionalizzazione – conclude – per sostenere le imprese che vogliono conquistare nuovi mercati e rafforzare quelli consolidati valorizzando il ruolo strategico dell’ICE e con il sostegno delle ambasciate”.

Foto di Photo Mix da Pixabay

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