SICUREZZA – EFSA: possibili problemi per i forti consumatori di solfiti

25 Novembre 2022

L’assunzione di solfiti tramite l’alimentazione potrebbe costituire un problema di sicurezza per i forti consumatori di alimenti che contengono questi additivi. Lo hanno concluso gli esperti dell’EFSA nella loro valutazione aggiornata dell’anidride solforosa (E220) e dei solfiti (E221-228). Le lacune nei dati sulla tossicità non hanno tuttavia permesso di confermare l’entità di alcuni effetti nocivi sulla salute.

Il solfito è naturalmente presente nel nostro organismo, e anche in alimenti come mele, riso, cipolle e cavoli e in bevande come il vino.

I solfiti vengono aggiunti come conservanti e antiossidanti (ad esempio per prevenire l’imbrunimento) a una serie di alimenti tra cui frutta e verdura secca, prodotti a base di patate, birra e bevande al malto, vino e succhi di frutta. Possono anche essere utilizzati per arrestare la fermentazione che avviene durante il processo di vinificazione.

Soglia di sicurezza

“I dati di tossicità disponibili – ha affermato Maged Younes, presidente del gruppo di esperti EFSA sugli additivi alimentari e gli aromi – non erano sufficienti per ricavare una dose giornaliera accettabile (DGA). Abbiamo invece calcolato i margini di esposizione (MOE) considerando gli apporti tramite l’alimentazione e la dose associata a effetti neurotossici nei test su animali”.

La DGA è la soglia sotto la quale l’apporto quotidiano è sicuro. Se ci sono evidenze di effetti nocivi, ma non sufficienti a confermare il quantitativo di sicurezza, il MOE indica la probabilità che le assunzioni attuali siano dannose.

Il MOE, infatti, è il rapporto tra la dose minima alla quale un effetto avverso viene osservato e il livello di esposizione alla sostanza in questione. Nel caso dei solfiti un rapporto al di sotto di 80 potrebbe indicare un problema di sicurezza.

Rischio per i forti consumatori

“I MOE che abbiamo calcolato – ha affermato Matthew Wright, presidente del gruppo di lavoro EFSA su anidride solforosa-solfiti – erano inferiori a 80 per i forti consumatori di tutte le fasce della popolazione, tranne che per gli adolescenti. Ciò significa che gli apporti stimati per questi consumatori potenzialmente superano il quantitativo che sarebbe ritenuto sicuro”.

Il gruppo di esperti ha riscontrato evidenze di effetti nocivi sulla salute del sistema nervoso centrale, ad esempio una risposta ritardata delle cellule nervose agli stimoli, segno precoce di disfunzione del sistema nervoso.

A causa di lacune nelle conoscenze, gli scienziati dell’EFSA hanno inoltre ribadito la propria precedente raccomandazione di indagare ulteriormente la questione dell’ipersensibilità o l’intolleranza di alcuni consumatori particolarmente sensibili.

Foto di Dirk Wohlrabe da Pixabay

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