Cosa mangeremo al ristorante in questi 12 mesi? La app di ricerca e prenotazione TheFork ha analizzato le tendenze che emergono a livello globale sulla propria piattaforma e più in generale nel web, avvalendosi delle competenze dei trend hunter di NellyRodi. Ecco le 10 principali tendenze del 2020 al ristorante.
1. Soul Food
A casa o al ristorante, nutrirsi non significa più soddisfare solo il palato. I consumatori cercano vero e proprio “soul food”, piatti in grado di soddisfare il corpo, l’anima e la mente coniugando i benefici di ingredienti funzionali con momenti di piacere e relax. I ristoranti tenderanno a prendere sempre più in considerazione gli stati d’animo umani nelle loro ricette in modo da poter proporre piatti adatti al mood dei loro commensali. Le nuove frontiere potrebbero portare anche a esperimenti come quello del ristorante Serotonin Eatery in Australia, il cui menù contiene solo piatti a base di serotonina.
2. Effetto Wow
I clienti dei ristoranti non cercano solo buon cibo, ma vogliono vivere un’esperienza. In base a un’analisi condotta con Baba da TheFork sulla propria community attuale e potenziale, chi va al ristorante lo fa o con un’intenzione di scoperta o con un obiettivo sociale. Per soddisfare questi bisogni, non basta la qualità del cibo, ma sono essenziali anche servizio e atmosfera. Ed è proprio su questi piani che si gioca la sfida a “coinvolgere” tutti i sensi dei commensali. Alcuni esempi di recente apertura sono significativi. Omakase a Shanghai, ha un’offerta mirata alla scoperta di ingredienti nuovi e sorprendenti combinati a piacere dallo chef, mentre l’ambiente riproduce colori ed emozioni ispirati alla fioritura dei ciliegi. In Italia, un esempio è Piano 35 a Torino, ristorante più alto d’Italia circondato da una serra biodinamica, all’interno del grattacielo Intesa Sanpaolo.
3. Ristoceutica
La nutraceutica diventa parte integrante dell’alimentazione e dunque della ristorazione. Per portare in tavola piatti in grado di far stare bene corpo e mente, ingredienti con effetti positivi per la salute, la prevenzione e il trattamento delle malattie trovano sempre più posto anche nella ristorazione. Emergono nuovi ingredienti come i funghi Reishi, i semi di loto, la carambola, il kombucha, il jackfruit. Tanti gli esempi anche in Italia, uno tra i più particolari è Etto a Napoli che ha una formula innovativa in cui si paga a peso con proposte adatte a tutti i regimi alimentari (crudista, goloso, gustoso, proteico, salutista e vegano).
4. Le tre R (riduci, ri-usa e ricicla)
La lotta allo spreco e più in generale un maggior impegno verso la sostenibilità ambientale, la trasparenza e tracciabilità non sono novità nel mondo della ristorazione. Continueranno anche nel 2020 per rispondere a un consumatore sempre più consapevole, impattando sulla scelta delle materie prime, sulla loro preparazione, ma anche sugli spazi ristorativi. Pensiamo ai packaging eduli di alcuni fast food o ancora a esperimenti come Zero Waste Bistro, un ristorante pop-up a New York realizzato con pannelli di cartone riciclato per bevande e materiale di superficie in plastica riciclata e riciclabile. Un esempio molto particolare in Italia è costituito da Unforgettable di Torino, un social table di soli dieci posti. Il ristorante Natura ad Adro – invece – basa la sua filosofia su sostenibilità, utilizzo di materie prime locali e ricordo, con piatti ispirati ai sapori della memoria.
5. Food cross over
Aumentano le contaminazioni tra cibo e bellezza. Se da anni le confezioni di cosmetici sottolineano l’uso di ingredienti ad alto valore nutrizionale, ora il collagene entra nelle ricette di cucina. Qualche esempio? Il ristorante Floret di Firenze, ospitato all’interno del negozio Luisa Via Roma, è una vera e propria oasi di gusto in cui rigenerarsi dalla frenesia della città, dove convivono ristorante, caffè, juice e cocktail bar e uno spazio di co-working. La cucina è pensata per rigenerare il corpo: ingredienti biologici e stagionali composti in ottica detox. Non mancano preparazioni beauty come il Collagen Inner Beauty Boost Shot, ricco di probiotici.
6. Food delirium
Continua il capovolgimento dei codici visivi del cibo. Le componenti estetiche e cromatiche dei piatti diventano aree di sperimentazione artistica, per stupire, specie attraverso i social media: il cibo glitterato, l’effetto unicorno… Difficile prevedere che cosa ci riserveranno i prossimi mesi. Sembrerebbe stiano prendendo piede piatti come i fluffy pancakes, i cibi “nostalgici” come la classica torta di mele della nonna, le molteplici varietà di hummus anche come dessert… Alcuni ristoranti si lasciano ispirare con successo dalle novità per esempio Humus a Roma che propone hummus variegati e coloratissimi da quello di zucca e castagne fino a quello al cioccolato.
7. Smart Consumption
La tecnologia diventa sempre più un’alleata nella produzione, nella preparazione e nel consumo degli alimenti e dell’esperienza gastronomica fuoricasa. Oltre alle app che aiutano a semplificare alcuni aspetti dell’esperienza al ristorante, per esempio la prenotazione, la tecnologia entra in cucina. Ne sono un esempio gli hamburger vegetali, ma anche i camerieri robot. Li ha introdotti da qualche tempo, ad esempio, il ristorante giapponese Sushi Sun Magliana a Roma, ma anche Etto Sushi a Firenze o ancora il ristorante Fujiyama a Torino. Le pietanze vengono portate al tavolo da alcuni robot che consegnano i piatti tramite vassoi ai clienti, i quali poi li “liberano” premendo un pulsante e permettendo loro di tornare in cucina.
8. (Re)Mix Food
La cucina si fa spazio di condivisione culturale con intrecci tra cucine differenti, che si contaminano l’una con l’altra. Per esempio Bunker Kitchen Club a Roma, che si presenta come uno uno spazio di condivisione culturale, sociale e gastronomica e si prefigge di perseguire a qualsiasi costo la strada del gusto, senza porsi limiti o pregiudizi. Sempre a Roma in tre locali in diverse zone della città, vengono servite specialità kosher, prelibatezze della cucina romana e piatti mediorientali. Nasce la “seacuterie”, che prevede specialità della salumeria, ma a base di pesce. E’ il caso di Salumare – Salumeria Ittica a Civitanova Marche.
9. Ristofamily
Secondo lo studio condotto da Baba per TheFork, i clienti attuali e potenziali della piattaforma vanno spesso a mangiare fuori in famiglia. In effetti anche a livello globale, molteplici report confermano che i consumatori sono alla ricerca di un’offerta ristorativa che sappia rispondere alle esigenze familiari. Vedremo quindi una crescita delle proposte specializzate. Un esempio? Pizza e Tata a Roma, dove si può assaporare la migliore pizza unita ai piatti della tradizione romana. Nel locale è presente uno spazio dedicato ai bambini dai 3 ai 12 anni con un servizio di baby sitting.
10. Foodastrology
Scegliere la cena in base al segno zodiacale? L’idea può sembrare folle, eppure alcuni brand – come Fluffe – iniziano a lanciare linee di prodotti food con sapori diversi a seconda dei segni zodiacali. Che sia una delle prossime novità?
