Associazioni – Sanificazione con ozono: Anid fa il punto tecnico-normativo

29 Maggio 2020

L’ozono per la sanificazione durante la pandemia di Covid19? Ci sono ancora molte incertezze sulla sua efficacia  contro Sars-Cov-2 e qualche considerazione va fatta in merito. Ci ha pensato A.N.I.D. (Associazione nazionale delle aziende di disinfestazione) con un documento dal titolo  Considerazioni normative e tecniche sui servizi di sanificazione mediante ozono

Nelle ultime settimane c’è stata un’esplosione di richieste e offerte di prodotti, strumenti e tecniche per limitare la diffusione del virus per eseguire la sanificazione di ambienti e superfici di lavoro e ottemperare così alle disposizioni governative obbligatorie. Si è parlato moltissimo di ozono e non sempre a proposito. Qual è realmente la sua efficacia contro il SARS-coV-2 e soprattutto quali sono i limiti della sua applicazione? Il composto ha indubbie proprietà ossidanti nei confronti dei microrganismi (muffe, batteri).
Paolo Guerra, Daniele Fiore e Guglielmo Pampiglione, esperti di sanificazione e disinfestazione hanno firmato una pubblicazione ANID che fa il punto sull’impiego di questo composto, partendo da alcune considerazioni tecniche e normative. Hanno approfondito l’aspetto della produzione di ozono “in-situ” (cioè generato al momento dell’utilizzo da appositi apparecchi) con un riferimento alla sanificazione o disinfezione straordinaria per il contrasto e il contenimento dell’epidemia di COVID19.
L’ozono è un composto gassoso, impiegato da anni in alcuni settori dell’igiene per la sua azione ossidativa – e quindi di disinfezione – nei confronti di un ampio spettro di microrganismi. In forma gassosa, a basse concentrazioni, non comporta particolari rischi di manipolazione; ad elevate concentrazione viene però preferita la produzione direttamente sul luogo di impiego (“in-situ) con apparecchiature specifiche.
“A fronte della pandemia di Sars-Cov-2 – dicono gli autori del dossier – si è osservato un incremento dell’offerta di questi strumenti di generazione dell’ozono ed un massiccio ricorso a questo prodotto gassoso da parte di società che, dichiarandolo impropriamente efficace al Covid19, ed equiparandolo ad un trattamento di sanificazione alla stregua dei biocidi disinfettanti, ha portato la stessa Associazione internazionale che raggruppa i principali produttori di questo gas a dover dichiarare che non vi sono validazioni di efficacia in tal senso”.
L’impiego dell’ozono come disinfettante o sanificante è controverso (mentre è provata la sua azione contro per il controllo dello sviluppo di alcuni microrganismi e virus per la conservazione degli alimenti); la sua azione specifica contro il coronavirus causa di Covid19 comunque non è ad oggi provata.
Riassumendo le conclusioni degli autori sono che
• qualsiasi sostanza attiva proposta sul mercato in virtù delle proprietà per cui viene impiegata deve possedere autorizzazioni e registrazioni come tutte quelle prodotte dalle industrie chimiche del settore. Controllare sempre autorizzazioni e registrazioni per il campo di impiego e rivolgersi ad operatori del settore di provata esperienza e affidabilità.
• Per un uso tecnico e operativo dell’ozono (ma per tutte le sostanze con limiti di impiego), devono sempre essere precisate le concentrazioni minime e i tempi di esposizione; l’intervallo di concentrazione di sicurezza per il rientro nel locale da parte dei lavoratori.

Foto di Free-Photos da Pixabay

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