ATTUALITA’ – Con il lockdown cresce l’amore per il cibo

16 Luglio 2020

Che il lockdown abbia cambiato le abitudini degli italiani in cucina e a tavola è una constatazione che molti possono fare anche solo guardando alla propria vita. Una ricerca condotta da professori e ricercatori dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con la collaborazione degli studenti del nuovo corso Food Innovation & Management, lo conferma.

I risultati della ricerca, condotta intervistando 3.000 persone in tutta italia,  sono raccolti nel volume “Effetto Lockdown: Come sono cambiate le abitudini alimentari degli italiani durante l’emergenza COVID-19”.

Durante la quarantena, l’83% degli intervistati ha dichiarato di impiegare più di 1 ora per preparare il pasto (era il 52% prima di Covid-19) un aumento considerevole che deriva sicuramente dal maggior tempo a disposizione, ma non solo. Per molti italiani, il cibo si è rivelato un elemento fondamentale per il suo valore identitario e conviviale.

Piace passare il tempo in cucina

Durante il confinamento,  gli intervistati hanno riscoperto la piacevolezza del tempo dedicato alla preparazione dei pasti (+0,57) e l’affiatamento del cucinare insieme (+0,4). Questi dati sono in linea con l’istantanea fatta da Nielsen a livello europeo (08.04.2020), secondo cui la forma dominante del pasto tra gli italiani durante il lockdown è stata quella del prepararsi da mangiare a casa.

Sarà interessante capire se questa passione si consoliderà anche a emergenza finita, soprattutto laddove lo smart working continuerà a essere una delle modalità di lavoro prescelte da diverse aziende, con la conseguente possibilità di avere più tempo a disposizione per cucinare.

Per le ricette, boom dell’online

Non è tutto. Per prendere ispirazione, gli italiani si sono affidati al web: i siti di ricette online sono stati utilizzati sia per informarsi sugli acquisti (+0,19), sia per i piatti da preparare (+0,16).

Nel caso dei consumi alimentari, il boom social sembra derivare non tanto da solitudine e isolamento, ma da una inedita condivisione della pratica del cucinare tra tutti componenti della famiglia, che ha riattivato un significativo scambio intergenerazionale, in cui i Centennials (18-24 anni) hanno scoperto la preparazione dei pasti come forma di espressione da condividere con gli adulti.  Sembrano essere proprio loro a guidare questo processo.

Più tempo a tavola

In lockdown la durata del pasto è aumentata per il 43% dei soggetti. Il maggior tempo trascorso a tavola potrebbe aver favorito un aumento della quantità di alimenti assunta, elemento che potrebbe parzialmente spiegare l’incremento di cibo consumato, dichiarato dal 52% dei rispondenti.

Durante la quarantena si è registrato un incremento della spesa alimentare per il 32% degli intervistati. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, l’aumento di spesa è stato più rilevante per le fasce meno abbienti della popolazione. Infatti, tra coloro che hanno dichiarato di possedere un reddito lordo annuale compreso tra i 15.000 e i 28.000 euro, il 34% ha dichiarato un aumento di spesa. Al contrario, all’aumentare del reddito disponibile, la spesa per prodotti alimentari è rimasta maggiormente invariata o, addirittura, diminuita.

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

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