MERCATO – La ristorazione in catena cresce per punti vendita e personale

22 Maggio 2025

Anche  se la quota della ristorazione in catena in Italia è ancora bassa, il comparto cresce per  numero di addetti e di punti di vendita. E’ quanto emerge da dati diffusi da AIGRIM-FIPE, Associazione delle Imprese di Grande Ristorazione e Servizi Multilocalizzate.

Infatti se a consuntivo 2023 i dipendenti diretti delle aziende associate erano circa 23.500, a fine 2024 il numero è salito di circa 2.000 unità, segnando un incremento del +8,5%. Un dato importante che rispecchia una crescita parallela sia dei punti vendita in gestione diretta delle aziende rappresentate da AIGRIM-FIPE che di quelli in franchising; infatti, il 2023 si è chiuso con poco meno di 2.300 punti di ristoro, mentre, a fine 2024 ne sono stati registrati oltre 2.500, con un incremento di circa il + 9%.

E se il trend positivo occupazionale riguarda l’intero settore ristorativo con un +5% dal 2023 al 2024 (dati FIPE – marzo 2025) – a trainare il comparto nel Paese sono soprattutto il fuori casa e le catene, che assumono un ruolo centrale, di driver del settore.

L’Italia consolida la propria posizione tra i leader mondiali del Foodservice, classificandosi al quarto posto a livello globale per il Full Service Restaurant (FSR) e al quinto per il Quick Service Restaurant (QSR); nel 2024, il mercato italiano ha raggiunto un valore di 83 miliardi di euro, segnando un ritorno alla stabilità dopo la fase di rebound; le catene, pur rappresentando ancora una quota ridotta rispetto alla media mondiale (10% contro il 35%), dimostrano una crescita maggiore (+8,7%) di quella globale (+7,1%) e a quella degli operatori indipendenti italiani (+0,4%) (Deloitte, maggio 2025, extract del nuovo report “Deloitte Foodservice Market Monitor – 2025 Edition”, presentato in occasione del Foodservice Summit Italy).

Rilevante anche lo spaccato demografico sulle aziende rappresentate da AIGRIM-FIPE: quasi il 40% dei lavoratori è under 30 (per gli under 40 si raggiunge una quota superiore al 60%), a dimostrazione delle grandi opportunità di crescita e formazione offerte dalle aziende associate; significativo anche il trend di crescita dei lavoratori over 50, che oggi rappresentano una quota pari al 25% circa del totale, comprendendo personale fuoriuscito da altri settori, alcuni dei quali oggi più in crisi, e personale che cerca nel settore della ristorazione un rilancio.

Formazione, opportunità di crescita e stabilità contrattuale: potremmo partire da queste parole per indicare alcuni degli elementi di maggiore attrattività occupazionale del settore ristorativo così come rappresentato dalle aziende AIGRIM-FIPE” spiega Riccardo Orlandi, Presidente dell’Associazione. “Le Persone sono oggi l’asset più importante e ricercato nella ristorazione, una sfida complessa che negli anni passati ci ha messo alla prova e che oggi vede una progressiva inversione di rotta, grazie agli incentivi che il CCNL e le singole aziende del comparto offrono per controbilanciare il carattere labour intensive insito nel settore e che comprendono tutele, flessibilità, inclusività e incrementi socio-economici. E i trend di crescita non sono che una prova chiara di queste rinnovate condizioni e di un mutamento, finalmente, nella percezione del lavoro nel settore e delle opportunità che realmente offre”.

Foto di Pexels da Pixabay

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