Quanto si parla di cibo nei media italiani? Nel corso del 2019, stampa, web, tv e radio italiani si sono occupati 1.373.312 volte dello stesso argomento: il cibo. È quanto emerge dal primo rapporto sull’informazione alimentare nei media italiani, presentato il 20 febbraio, all’avvio dei lavori della V edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, al Centro Congressi Lingotto di Torino, in programma fino al 22 febbraio.
Obiettivo del report: misurare l’impatto dei temi alimentari sui media, intercettare i temi più discussi e analizzare le modalità di informazione. Realizzato da L’Eco della Stampa ha analizzato 350.000 fonti e 1 milione di contenuti al giorno.
Ecco alcuni dati salienti emersi:
1.373.312: le volte in cui i media si sono occupati di cibo nel 2019 (web: 729.357; stampa: 524.488; radio: 88.555; tv: 30.912) Se per radio e televisione l’andamento nel corso dell’anno è stato costante, il picco di informazione sul cibo su web e stampa si è registrato nel mese di ottobre (rispettivamente: 74.546 e 58.782 pubblicazioni): in questo periodo si sono concentrate numerose pubblicazioni relative al Rapporto Unicef 2019 su Bambini, cibo e nutrizione (molto presente sul web) e alla mostra di Steve McCurry dedicata al food a Forlì, che ha ottenuto molto spazio sulla stampa.
Nel 2019 il cibo ha rappresentato il 13,5% dell’informazione legata al tema del Made in Italy, che ha prodotto in totale quasi 300mila pubblicazioni. Nell’ambito del dibattito, oltre 200mila pubblicazioni riguardano le denominazioni di origine: in testa le DOC (oltre 90mila), cui seguono DOP (oltre 62mila), IGP (oltre 36mila) e DOCG (oltre 27mila).
Analizzando le pubblicazioni relative alle patologie citate più volte in relazione all’alimentazione, sono state quasi 94mila quelle che coniugavano il cibo con “diabete”, “tumore” e “obesità”. Il report ha messo in luce anche quale tipologia di cibi sia stata associata in modo più ricorrente alle stesse patologie (frutta e verdura, carne, latticini e pesce).
Nel corso del 2019, complice una generale crescente sensibilità verso i temi della sostenibilità, il tema dello spreco alimentare ha iniziato a farsi spazio tra i contenuti. Appena un paio di settimane fa, presentando la V edizione, gli organizzatori del Festival hanno lanciato una petizione su Change.Org per rendere obbligatorio l’uso della “Food Bag”, la scatola che ogni ristoratore dovrebbe consegnare ai clienti per portare a casa il cibo pagato e non consumato. Un tema non ancora così sentito: di “doggy bag” si è parlato 321 volte in Italia, a fronte di oltre 1000 nel mondo.
I dati sono stati presentati da un panel moderato da Tarcisio Mazzeo, Caporedattore TGR Rai Piemonte. Alessandro Cederle, Direttore de L’Eco della Stampa ha commentato: “Di cibo sui media si parla tantissimo, una vera e propria bulimia informativa che caratterizza la stampa come il web, la radio e la tv. I dati emersi da altre nostre ricerche, confrontate con questo nuovo report, ci dicono che si parla molto più di cibo che di politica, anche considerando un periodo come quello delle elezioni europee tenutesi nel 2019. Molto spazio viene dedicato al tema della sicurezza e delle malattie legate al cibo o che l’alimentazione può risolvere. Va registrato, però, che al grande attivismo dei media del nord fa riscontro la poca attenzione del centro Italia. Così come temi quali l’alimentazione vegana e vegetariana, largamente diffuse tra la popolazione, vengono sottaciuti a favore della dieta mediterranea. Una conversazione a cavallo tra “info” e “tainment”, un equilibrio difficile su un tema così ricco di aspetti sociali, culturali e anche etici.”
Guia Beatrice Pirotti, docente SDA Bocconi e coordinatore del Master of Management in Food & Beverage ha dichiarato “Un primo aspetto socialmente interessante è che il cibo si vive, diventa esperienza, fa parte della vita di tutti i giorni. E si ha una compartecipazione sempre più vissuta tra utente finale e aziende, fino alla co-creazione di cibi e bevande. Il consumatore vuole dire la sua, non sta più solo a guardare cosa fanno le aziende del food&beverage. Sempre di più vuole esprimere un parere, essere coinvolto già nella fase di ideazione del prodotto. Diventa consum-attore e le aziende utilizzano i social o le community online per promuovere nuove idee e nuovi prodotti ascoltando quello che il consumatore dice.”
Il Festival, nato a Torino nel 2016, è ormai un appuntamento di rilievo nazionale, e continua ad essere l’unico evento in Europa interamente dedicato all’incrocio tra informazione e alimentare.
