Attualità – Coronavirus: misure di prevenzione per attività che non chiudono

17 Marzo 2020

In ottemperanza ai recenti Decreti volti a ridurre la diffusione dell’infezione da Coronavirus, molte attività sono chiuse. Altre però, aziende o servizi di pubblica utilità, sono rimaste aperte. Per garantire la sicurezza dei propri lavoratori e ridurre i rischi di contagio da COVID-19, riportiamo alcune istruzioni operative redatte da Alessandro Rebecca di Sicura Service, consulente in materia di Sicurezza e Igiene negli ambienti di lavoro e docente del nostro corso di Sicurezza sul lavoro.

Raccomandazioni generali

I datori di lavoro che tengono aperta la loro attività sono tenuti a promuovere il regolare e accurato lavaggio delle mani da parte di dipendenti, appaltatori, clienti e visitatori. In pratica, questo significa che devono collocare distributori di gel igienizzanti (gel idro-alcolici con concentrazione di alcol di almeno il 60%) in luoghi ben visibili e facilmente raggiungibili nei luoghi di lavoro. I dispenser devono essere regolarmente ricaricati. Bisogna esporre manifesti che promuovono il lavaggio delle mani e le modalità per il lavaggio efficace, che possono essere scaricati dal sito del Ministero della Salute e usare tutte le forme di comunicazione disponibili per promuovere l’abitudine al lavaggio delle mani. Devono essere di facile accesso anche i luoghi per lavarsi le mani con acqua e sapone.

Dato che il Coronavirus si trasmette per via aerea, devono essere implementate anche misure utili su questo fronte, definite di “buona prassi respiratoria”. Devono essere resi disponibili fazzoletti di carta e bidoni chiusi per gettarli dopo l’uso. Quando non è possibile garantire un metro di distanza tra i lavoratori, scatta l’obbligo del datore di lavoro di fornire – e del lavoratore di indossare – le mascherine di protezione (FFP2 o FFP3). Dal sito del Ministero della Salute è possibile scaricare manifesti che promuovono “l’igiene respiratoria”.

Igiene dei locali

Deve essere assicurata una buona pulizia e igiene dei posti di lavoro. Le superfici (scrivanie e tavoli) e gli oggetti (telefoni, tastiere, maniglie, porte, corrimano), compresi gli ambienti di produzione e gli spazi comuni (mense, spogliatoi e servizi igienici) devono essere puliti regolarmente. Si consiglia almeno una pulizia giornaliera con disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).

Nei locali dove hanno soggiornato casi confermati, per effettuare la sanificazione bisogna seguire le indicazioni date nella Circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/2/20 par. “Pulizia ambienti non sanitari”. La pulizia, in questi casi, deve prevedere uso di acqua e detergenti comuni, seguita da sanificazione con ipoclorito di sodio 0.1% dopo o etanolo al 70%, ventilando i locali durante le operazioni di pulizia. Tende, tessuti, biancheria… vanno lavati con acqua calda a 90°C e detergente, se possibile con aggiunta di ipoclorito di sodio. Va prestata particolare attenzione alle superfici toccate frequentemente: porte, finestre, corrimano, muri, superfici dei servizi igienici e sanitari…

Non ci sono evidenze che la trasmissione di Coronavirus avvenga tramite alimenti, ma – nel caso di mense aziendali – questi ultimi vanno gestiti rispettando le norme igieniche già previste dal sistema HACCP. E’ opportuno adottare misure di turnazioni (per esempio: turni di 30 minuti con distanze almeno di 2 metri), per garantire un adeguato distanziamento tra i lavoratori che effettuano la pausa pranzo e per evitare l’affollamento delle sale di uso comune.

Come usare la mascherina

Perché la mascherina protegga davvero dal contagio e non diventi invece a sua volta fonte di infezione, bisogna utilizzarla correttamente secondo queste procedure, che devono essere comunicate ai dipendenti.
1. Prima di indossare una mascherina, pulire le mani con un disinfettante a base di alcol o con acqua e sapone
2. Nel coprire la bocca e il naso, assicurarsi che non vi siano spazi tra il viso e la mascherina
3. Evitare di toccare la mascherina mentre la si utilizza e, se necessario farlo, pulire prima le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone
4. Sostituire la mascherina con una nuova non appena è umida e non riutilizzare quelle monouso
5. Per togliere la mascherina: rimuoverla da dietro (senza toccare la parte anteriore); buttarla immediatamente in un contenitore chiuso; lavarsi immediatamente le mani.

Gestione degli accessi

Per contrastare la diffusione del COVID-19 è importante controllare gli accessi agli ambienti di lavoro, sia dei soggetti esterni (clienti, fornitori di beni e servizi, utenti, visitatori…) il cui contatto va limitato il più possibile, sia degli interni all’azienda che rientrano al lavoro dopo un’assenza per qualunque motivo.

In questi casi, il Datore di Lavoro può esigere che vengano fornite informazioni utili alla valutazione e al controllo del rischio di trasmissione e diffusione di COVID-19, ad esempio se la persona è stata in un’area a rischio negli ultimi 14 giorni. In caso affermativo è meglio rinviare l’ingresso della persona negli ambienti di lavoro fino a che non siano trascorsi 14 giorni dal suo rientro dall’area a rischio. Se ciò non è possibile, bisogna attenersi alle procedure di precauzione. Il rapporto con fornitori (anche trasportatori) e clienti deve avvenire obbligatoriamente con mascherina di protezione e rispettando un metro di distanza. Dopo aver concluso il rapporto il lavoratore ha obbligo inderogabile di lavare le mani.
Seguire queste indicazioni è un mezzo importante per proteggere la salute dei proprio dipendenti e delle persone con cui entrano in contatto.

Foto di leo2014 da Pixabay

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