Attualità – La spesa ai tempi del Coronavirus

28 Febbraio 2020

Nei primi giorni di questa complessa settimana in emergenza Coronavirus, soprattutto per le regioni del Nord Italia, i social e i telegiornali sono stati pieni di immagini di scaffali vuoti e carrelli stracolmi. IRI ha analizzato il fenomeno per capire se la spesa in tempi di Coronavirus è davvero cambiata.

Crescono le vendite instore e online

Secondo la società di analisi di mercato, nella settimana tra il 17 e il 23 febbraio – quando la diffusione delle notizie e le ordinanze restrittive sono state attivate – nelle provincie toccate dal fenomeno in Lombardia, Emilia e Veneto, è stata evidente una crescita sostanziale delle vendite, con ogni probabilità legata a una ricerca di disinfettanti e materiale igienico ma anche beni di prima necessità, come farina, passate, zucchero, sale, latte e acqua.

Il caso più eclatante si registra a Piacenza dove il picco dell’andamento delle vendite dei negozi monitorati da IRI ha mostrato un incremento del 18,5% rispetto alla media delle 4 settimane precedenti. Più contenuti gli effetti nella provincia di Lodi dove si registra “solo” un 7,0% in più.

Si è trattato di un afflusso straordinario ai punti vendita che ha coinvolto anche il capoluogo Lombardo. Milano ha infatti registrato nella medesima settimana un 11,9% di vendite in più. Il resto del paese, ha registrato nell’analogo periodo un incremento delle vendite pari al 2,7%.

Nello stesso periodo sono cresciute significativamente anche le vendite online in tutto il Nord-Italia. In particolare è da segnalare il picco del +101% (rispetto all’anno precedente) raggiunto sabato 22 febbraio.

“Sono dati ancora preliminari ma comunque abbastanza significativi. Il fenomeno è purtroppo inedito nelle sue dimensioni e gli impatti che potrà avere sulla filiera del Largo Consumo sono di difficile previsione – ha commentato Angelo Massaro, Amministratore Delegato di IRI -. Dal nostro punto di vista continueremo a monitorare con tempestività la situazione fornendo aggiornamenti regolari sui trend. E’ degno di rilievo come, in situazioni di emergenza, il consumatore abbia fatto ricorso a tutti gli strumenti che la tecnologia e gli operatori del canale hanno messo a disposizione”.

Gli effetti fuori dalla “Zona Rossa”

Ma gli effetti si sono sentiti anche lontano dalla “Zona Rossa”. Lo conferma Mauro Carbonetti, amministratore delegato del Gruppo Gabrielli, che opera tra Marche, Abruzzo, Lazio, Umbria e Molise. “Abbiamo notato un aumento tra l’8% e il 10% dei clienti nei punti vendita a marchio Oasi e Tigre – afferma – una conseguenza dell’impatto che sta avendo il Coronavirus sugli atteggiamenti dei consumatori. Sugli scaffali dei nostri punti vendita le merci sono regolarmente disponibili e non abbiamo, sino ad ora, difficoltà di reperimento della merce e le distribuiamo con la consueta regolarità”.

Sono stati innalzati gli standard per l’igienizzazione. “Nei nostri punti vendita – puntualizza Carbonetti – abbiamo innalzato i già elevatissimi standard di igienizzazione dei locali e degli strumenti messi a disposizione della clientela, come i carrelli per i quali i nostri clienti hanno a disposizione anche delle salviettine igienizzanti. Inoltre invitiamo a utilizzare gli appositi guanti nella scelta dei prodotti ortofrutticoli. Non siamo, nella nostra zona di competenza, in presenza di una situazione di panico. Comunque il Gruppo Gabrielli sta costantemente verificando le disposizioni emanate dalle istituzioni preposte al fine di applicare tempestivamente le indicazioni che verranno decise”.
Foto di jbarsky0 da Pixabay

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