ATTUALITA’ – Bene i consumi di surgelati; soffre il canale Horeca

18 Giugno 2020

Come ogni anno, L’Istituto Italiano Alimenti Surgelati (IIAS) ha rilasciato il suo “Rapporto annuale sui Consumi dei prodotti surgelati”, che fotografa l’andamento del settore in Italia nel 2019 fornendo anche importanti dati sui primi quattro mesi del 2020.

Nel 2019 le vendite di surgelati sono cresciute in volume del +1,3% rispetto al 2018 per un consumo pro capite di 14,1 kg annui. A fronte di una crescita dei volumi, anche il valore di mercato del settore ha segnato un incremento passando dai 4,3/4,6 miliardi di euro del 2018 ai 4,4/4,7 miliardi di euro del 2019.
Tra le performance più importanti dello scorso anno il canale Retail ha raggiunto le 531.400 tonnellate (+1,5% sul 2018), il Catering (Fuoricasa) ha comunque segnato un +1,1%, attestandosi a 318.500 tonnellate e risultati lusinghieri registrati anche dal Door to door. Tutto questo in un contesto di sostanziale stabilità della spesa alimentare delle famiglie italiane  (+0,4%).

Inizio 2020 tra luci e ombre

E’ particolarmente interessante analizzare i dati dei primi quattro mesi del 2020, un periodo davvero anomalo per il nostro Paese. Il 2020 era iniziato confermando il trend positivo del settore dei surgelati, ma l’emergenza legata alla pandemia da Covid -19 ha cambiato la spesa alimentare degli italiani e anche il settore dei surgelati è stato interessato, facendo registrare ottime performance nel Retail e nel Door to door e perdite nel canale Horeca.

Infatti le vendite complessive di surgelati nel canale Retail hanno segnato un +13,5% con performance particolarmente positive nel segmento dell’ittico (+16,5%), degli snack salati (+21,5%), delle pizze (+12,5%) e delle patate (+12%).  Anche il segmento del Porta a porta ha segnato nel 2020 un aumento significativo (fino a un +40% a marzo, rispetto al 2019).
Il Fuoricasa ha risentito della chiusura delle mense aziendali e scolastiche e degli esercizi di somministrazione, facendo registrare un calo di consumi di surgelati in questo canale del 37%.

Secondo le stime di IIAS si può prevedere  per l’intero anno una perdita di almeno un quarto del fatturato dei surgelati per il Fuoricasa, pari a circa 600 milioni di euro.

Il ruolo dei surgelati nella ripresa

“L’esperienza di questi mesi ci consente di affermare che le nostre aziende di surgelati hanno dimostrato ancora una volta di essere vicine agli Italiani” afferma Vittorio Gagliardi, Presidente di IIAS – Istituto Italiano alimenti surgelati.

“Chiamato a uno straordinario impegno produttivo, da compiere in situazioni di massima sicurezza per i propri dipendenti e collaboratori, il nostro settore, così come gli altri dell’agroalimentare nazionale, ha assolto pienamente la propria responsabilità sociale garantendo la costante presenza nella distribuzione di prodotti con i consueti, elevatissimi livelli di qualità e igienicità. Il nostro – conclude Gagliardi – è un patrimonio produttivo, tecnologico, economico, sociale su cui fare affidamento per la “ripartenza” del Paese.

Il sotto zero potrebbe avere un ruolo chiave alla riapertura degli esercizi pubblici: il canale Horeca dovrà inevitabilmente adattarsi alla faticosa ripresa della domanda e a nuove modalità di somministrazione dei pasti e, in questo senso, i surgelati potrebbero aiutare in termini di sicurezza alimentare, gestione degli stock, riduzione degli sprechi e ottimizzazione del food cost”.

Il 2019 in dettaglio

Analizzando le singole categorie di prodotto, scopriamo che l’anno scorso, nel canale Retail, si sono registrate ottime performance per i vegetali che rappresentano quasi la metà dell’intero comparto surgelati: nel 2019, ne sono state consumate 228.000 tonnellate, con una crescita di 0,5% rispetto al 2018. In questa categoria sono tornati a crescere sia i vegetali semplici (piselli, spinaci, fagiolini, patate), sia le zuppe/minestroni e ricettati.

Anche l’ittico torna ad aumentare, con 94.150 tonnellate consumate lo scorso anno e una crescita del +1,2% rispetto al 2018. Il consumatore apprezza soprattutto la provenienza delle materie prime da pratiche certificate di pesca sostenibile, la loro surgelazione veloce e le informazioni contenute in etichetta.

Buoni risultati registrati nel 2019 per pizze e snack, con un consumo di circa 78.500 tonnellate (+2,4%). La più richiesta rimane sempre la Margherita, cui seguono vegetariana, capricciosa, ai funghi, al prosciutto. In leggero aumento anche il consumo di patate surgelate, con 72.300 tonnellate e una piccola variazione dello +0,7% sul 2018.

I piatti ricettati si confermano un prodotto molto gradito dal consumatore, con 32.900 tonnellate consumate dagli italiani +2,9% rispetto al 2018: primi, secondi e contorni crescono di volume segnando un risveglio di questo segmento. Infine, riprendono a crescere i consumi di carne, sia bianca (8.850 tonnellate con +3,3% rispetto al 2018) che rossa (4.500 tonnellate con +2,4% rispetto al 2018).

Estero: un nuovo accordo con gli USA

Il comparto dei surgelati è anche uno dei fiori all’occhiello dell’export agroalimentare italiano, che nel 2019 ha toccato 35,4 miliardi di euro con un +5,2% sul 2018.

Il maggiore mercato di riferimento rimane l’Unione Europea, con la Germania in testa, seguito da Nord America e Asia: gli USA rappresentano quindi il secondo sbocco assoluto del nostro food and beverage, soprattutto con i prodotti tipici trasformati come pizze e ricettati.

Quando si fa riferimento all’export un discorso a parte merita la pizza surgelata. Nel 2019 l’export italiano di questo prodotto ha oltrepassato le 150.000 tonnellate, registrando un incremento di oltre il 10% rispetto al 2018 stimabile in 500 milioni di euro.

Proprio per promuovere ancora di più sui mercati questo prodotto, a marzo 2020, Unione Italiana Food ha concretizzato un importante accordo con il coinvolgimento del Ministero della Salute, del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’Ambasciata italiana a Washington. L’operazione ha aperto la strada all’esportazione di prodotti surgelati con carne suina, in qualità di ingrediente, negli USA da alcuni stabilimenti situati nel nord Italia.

Le ricadute economiche dell’accordo saranno significative per il settore: infatti, gli americani adorano la pizza surgelata ed il mercato USA è costituito in larga parte da prodotti che contengono ingredienti carnei, come il salame piccante che caratterizza la popolarissima Pepperoni Pizza.

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