I dazi del 25% imposti dagli USA sulle importazioni di alluminio, in un contesto di crescenti tensioni con i principali partner commerciali del settore (Canada, Messico e UE), stanno trasmettendo volatilità ai prezzi. Il 70% dalle importazioni USA di alluminio primario provengono dal Canada, il premio di prezzo richiesto sul mercato USA, rispetto alla quotazione LME, è aumentato del 77% da inizio 2025, con picchi superiori a 900$/t.
L’introduzione di tariffe, oltre ad impattare i premi sui mercati fisici delle singole aree, ha un impatto significativo anche sui prezzi finanziari. Secondo le analisi di Areté, in tale periodo, a supportare ulteriormente il mercato ha contribuito anche l’annuncio di nuove sanzioni UE contro la Russia (divieto totale di importazione di alluminio primario dalla Russia).
Sebbene la dipendenza dell’UE dall’import russo dal 2022 al 2024 sia calata di oltre il 65%, in uno scenario di stock di borsa in ridimensionamento, tale misura rappresenta ulteriore fonte di incertezza lato offerta.
Scendono gas ed energia elettrica
Negli ultimi 30 giorni, i prezzi del gas naturale in UE hanno segnato un -30% invertendo il trend inflattivo in corso da inizio anno. I ribassi si sono trasmessi anche al mercato nazionale, con il PSV che ha toccato minimi a 39,8 €/MWh, il livello più basso da novembre 2024.
Nello stesso periodo i prezzi nazionali dell’energia elettrica (PUN) hanno segnato un -28%. I ribassi sono principalmente riconducibili ai movimenti degli operatori non-commerciali, che, complice l’incertezza relativa agli sviluppi del conflitto Russia-Ucraina, hanno ridotto l’esposizione rialzista netta ai minimi da luglio.
Tuttavia, i fondamentali di mercato mostrano una domanda sostenuta in un contesto di offerta ancora particolarmente incerto. La domanda di gas in UE, anche se in calo stagionale, risulta sostenuta da una produzione di energia eolica inferiore rispetto alla media e dagli stimoli alle produzioni industriali apportati dalle politiche monetarie meno restrittive della BCE.
La domanda implicita UE di gas a febbraio 2025 ha toccato 417.822 Gwh, -10% rispetto a gennaio, ma +26% rispetto a febbraio 2024. Prosegue così la fase di svuotamento delle riserve UE in corso da novembre: -28% tra gennaio 2025 e febbraio 2025 a 442.3 TWh; si tratta dei minimi per il mese da febbraio 2022 (-38% rispetto a febbraio 2024).
Il livello di riempimento delle riserve, a fine febbraio, risulta del 38,5%, nello stesso periodo del 2024 era oltre il 64%. Intanto la Commissione Europea ha confermato la proposta di prorogare fino al 2027 gli obblighi di riempimento degli stock al 90% entro il 1° novembre (1° dicembre solo in caso di motivo giustificato).
