Associazioni – Il Welfare: uno strumento per migliorare l’impresa

12 Settembre 2019

Cosa significa Welfare? Perché adottarlo? Come introdurlo in azienda? A queste domande ha risposto il workshop “WELFARE – PER UNA CULTURA ETICA D’IMPRESA” che si è tenuto presso la sede di Asana a Vimercate (MB).
L’incontro è stato organizzato da Assosinderesi. Sono intervenuti: Donatella Rampado, fondatrice dell’associazione, Mauro Maiocchi, consulente alla direzione e docente universitario, David Satta Mazzone, Avvocato esperto in diritto del lavoro e della previdenza sociale e Laura Parigi, Presidente e Amministratore Delegato NPI Italia.
L’Avvocato Satta Mazzone, in particolare, si è soffermato sulle norme che regolano la pratica del Welfare aziendale, su come un’impresa può intraprendere questa strada e quali vantaggi ne possono derivare. Ha sottolineato come questo istituto sia aperto a tutte le aziende, anche quelle in cui non è presente la RSU e che non aderiscono ad associazioni datoriali.
Chi sceglie di aderire a un piano di Welfare gode di diversi vantaggi, anzitutto di natura fiscale. Sul piano di Welfare, infatti, non si applica il regime ordinario di imposizione fiscale e previdenziale: il costo per il datore di lavoro corrisponde al valore del bene erogato al dipendente, senza ulteriori oneri. Al di là di questo, erogare beni o servizi di Welfare è uno strumento per migliorare le performance e il clima aziendale e trattenere i talenti.
Le misure di Welfare possono essere le più varie: erogazione di voucher per l’acquisto di beni e servizi, rimborsi per spese mediche, di istruzione, di trasporto, creazione di progetti che migliorino davvero la qualità della vita dei dipendenti (sostegno alla genitorialità, promozione di stili di vita sani, erogazione di corsi di formazione…).

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