Come sta andando la Marca del Distributore (MDD)? Come ogni anno la risposta arriva da MarcabyBolognaFiere, in cui è stato presentato il XVI Rapporto sull’evoluzione della marca privata, che evidenzia le buone performance di questi prodotti. Infatti, se nel 2019 le vendite nel Largo Consumo Confezionato hanno ricominciato a crescere (+2,1%), la MDD è cresciuta a un ritmo superiore: +4,7%. La sua quota sale al 19,9% (+0,6 punti). La quota della MDD nell’ultimo trimestre è costantemente superiore al 20%, per ricavi complessivi intorno agli 11 miliardi di euro.
Tutti i segmenti del mercato contribuiscono alla performance positiva: sono particolarmente dinamiche le linee di alta gamma e specialistiche, Premium (+13,0%), BioEco (+8,0%), Funzionali (+8,5%). Il segmento Insegna, il mainstream, si conferma quello a maggiore incidenza (72,8%). Dopo molti anni, torna a crescere il segmento del Primo Prezzo (+23,2%), anche se la sua incidenza sulle vendite rimane molto bassa.
Il trend positivo delle vendite della MDD è sostenuto dall’aumento dell’offerta a scaffale che nel mese di ottobre raggiunge 1.635 referenze medie per punto vendita (+3,6% rispetto ad ottobre 2018) ed una quota assortimentale pari a 14,2% (+0,6 vs ottobre 2018). Dall’analisi del trend di lungo periodo si evince che da settembre 2017 a oggi la Marca del Distributore ha ampliato il suo assortimento a un ritmo più elevato rispetto a quello dell’Industria di Marca. Aumenta anche la competitività del prezzo a scaffale della MDD, mentre diminuisce la sua pressione promozionale (-0,7 punti). (Fonte dati: IRI Infoscan Census®. Ipermercati + Supermercati + Libero Servizio Piccolo. Progressivo anno 2019: 43).
I valori della MDD
“La Marca del Distributore – ha commentato Giorgio Santambrogio, Presidente di ADM, Associazione Distribuzione Moderna – si connota come massima espressione di equilibrio tra una buona qualità dei prodotti e la convenienza del prezzo, proponendo anche innovazione, linee premium e di valorizzazione dei localismi, coerenza con i nuovi bisogni dei consumatori e un approccio orientato alla sostenibilità e alla responsabilità Sociale d’Impresa. Diventa così sempre più espressione dell’immagine stessa dell’insegna distributiva, rappresentandone valori e posizionamento sul mercato, e fattore di tutela del potere d’acquisto e di soddisfazione delle proprie esigenze di consumo negli acquisti familiari. Noi della Grande Distribuzione Organizzata crediamo fortemente nella Marca del Distributore, convinti anche che attraverso di essa si riesca a dare impulso e a creare valore per tutta la filiera e per i territori, dando in questo modo un contributo essenziale alla crescita del Paese”.
Missione: sostenibilità
Tra i temi particolarmente cari ai retailer, quello della sostenibilità. La grande distribuzione si sta infatti facendo portavoce di una istanza che è sempre più sentita dal comune cittadino (che è anche disposto a pagare un sovrapprezzo per prodotti più sostenibili) e sta guidando l’impresa in un cammino verso una produzione sempre più sostenibile sotto molti aspetti.
Molte aziende hanno raccolto la sfida e presentato a Marca nuove soluzioni con packaging a ridotto impatto ambientali.
Per esempio, DimmidiSì ha lanciato Un Sacco Green, una gamma di insalate fresche in busta biodegradabile e compostabile. La busta, proprio in virtù del materiale usato, ha un aspetto lattiginoso che spicca a scaffale e ha una grafica chiara, evocativa e virata su codici colore che rimandano al mondo della sostenibilità. Questa differenziazione comunica da subito al consumatore che la confezione va raccolta con la frazione organica dei rifiuti domestici.
Molino Rossetto, e un anno dal lancio della linea di farine in brik di carta con tappo richiudibile, ha presentato l’introduzione del tappo PE Green per tutti i prodotti della gamma. Si tratta di un materiale 100% riciclabile e rinnovabile, che proviene da fonte vegetale: scarti di canna da zucchero. Questo rende il packaging, realizzato in carta FSC, cioè proveniente da foreste gestite in maniera responsabile e sostenibile, ancora più sostenibile.
Besana ha proposto per la propria frutta secca, una nuova confezione in materiale cellulosico, con coperchio richiudibile. Il nuovo packaging, oltre ad essere sostenibile, rappresenta un elemento di differenziazione nello scaffale della frutta secca.
Nell’ambito del surgelato, Fumaiolo ha presentato una gamma di pasta fresca surgelata in vaschette biodegradabili e compostabili.
